46.142 a Milano, 82.500 in Lombardia, oltre 320.000 in tutta Italia (dati 2016): è la galassia dei professionisti (iscritti all’Inps) “non ordinistici”. Una platea, in Lombardia, in costante crescita: erano 69.751 nel 2011 (79.216 nel 2015) con una crescita percentuale superiore al 18% in sei anni. Professioni in più campi che emergono: tributaristi, psicologi, ottici optometristi, formatori, consulenti di direzione aziendale, esperti Ict (Information & communication technology), organizzatori di eventi, wedding planner, ricercatori di mercato, digital marketing, web designer (e altro).
 
Libere professioni che ora hanno un quadro di regole con il “Jobs Act degli autonomi”, al centro dell’analisi del convegno promosso oggi pomeriggio in Confcommercio Milano da Confcommercio Professioni con l’approfondimento e il confronto su tutele contrattuali, competitività, formazione e welfare.
 
All’incontro in Confcommercio Milano, aperto da Massimo Maria Molla, coordinatore Associazioni dei Professionisti e presidente di ItaliaProfessioni (Confcommercio Milano) e Anna Rita Fioroni, coordinatrice di Confcommercio Professioni, sono intervenuti Marco Leonardi (consigliere economico della Presidenza del Consiglio, professore ordinario Dipartimento di Economia dell’Università Statale di Milano) e Michele Tiraboschi, professore ordinario di diritto del lavoro Università di Modena e Reggio Emilia, coordinatore scientifico Adapt. Ha moderato i lavori Rita Querzé, giornalista del Corriere della Sera.
 
Le novità dello Statuto del lavoro autonomo si possono riassumere in tre linee: la prima riguarda la tutela contrattuale vera e propria, in particolare in materia di pagamento, con la norma che rende inefficaci le clausole oltre i 60 giorni; il secondo versante è quello del welfare e della previdenza con novità importanti per maternità e conciliazione tra vita e lavoro, tema fondamentale per le libere professioni; il terzo è quello sulla competitività.
 
“Lo statuto del lavoro autonomo – afferma Anna Rita Fioroni – introduce un quadro regolatorio e dà una prima risposta di regole alle nuove esigenze del mercato e riconosce che le prospettive di crescita sono sempre più legate anche alle professioni. L’obiettivo è quello di costruire una rappresentanza unitaria che riconosca il ruolo delle professioni per il contributo di qualità che possono dare all’economia del Paese”.
 
“Il panorama italiano – spiega Massimo Maria Molla – vede la tripartizione fra ordini, albi e professioni non regolamentate. Sottolineo come i professionisti siano un quinto del totale delle partite Iva: in particolare chi non ha una regolamentazione ha bisogno di una casa comune, come Confcommercio Milano, dove trovare servizi e assistenza”.
 
A Confcommercio Milano, con ItaliaProfessioni, fanno già riferimento, nel Coordinamento delle Associazioni dei professionisti: Aias (ambiente e sicurezza), Apco (consulenti di direzione aziendale), Pmi-Nic (project management), Pro4Ict (professionisti nell’Information & Communication Technology) e le guide turistiche Gitec.
 
Massimo Loiacono, segreteria Coordinamento Associazioni dei professionisti, ha illustrato nel corso del convegno i servizi per i professionisti messi a disposizione da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza: consulenza fiscale e legale, formazione, consulenza su agevolazioni e bandi, consulenza in materia doganale e di fiscalità internazionale, servizi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, contabilità e dichiarazioni fiscali, assistenza previdenziale e pensionistica, assistenza sanitaria, garanzia per il credito.
 
Dal Coordinamento Associazioni dei professionisti di Confcommercio Milano è stato messo a disposizione anche un indirizzo email: coordinamento.professioni@unione.milano.it