A Bergamo si è tenuto un convegno dedicato allo Statuto del lavoro autonomo e alle sue novità legislative. La coordinatrice di Confcommercio Professioni, Anna Rita Fioroni: “Lo Statuto dà una risposta regolatoria alle nuove esigenze del mercato, in primo luogo alla necessità di tutelare la libera scelta professionale, offrendo condizioni favorevoli, dal punto di vista burocratico, fiscale e previdenziale, per esercitare l’attività”.

“Lo Statuto del lavoro autonomo, approvato lo scorso 22 maggio, riconosce che il lavoro non è solo quello dipendente e che le prospettive di crescita occupazionale sono sempre più legate alle professioni”. Così Anna Rita Fioroni, coordinatrice di Confcommercio Professioni, sintetizza la portata della nuova – e attesissima – legge che per la prima volta introduce un quadro di regole per tutte le libere professioni, sia quelle ordinistiche sia quelle non organizzate in ordini e collegi: un’ampia platea, quest’ultima, che copre l’intero spettro dei servizi alla persona e all’impresa, che va da attività più tradizionali, come l’amministratore di condomini o il consulente tributario, a quelle più innovative, spinte dalla progressiva digitalizzazione, come l’esperto di Ict, di comunicazione, il formatore, il designer. L’occasione è il convegno che Confcommercio Bergamo ha dedicato lunedì 17 luglio nella sala conferenze della sede cittadina, alle novità legislative e che ha “ufficializzato” l’apertura dell’associazione verso le attività professionali. Oltre a Fioroni, hanno illustrato e si sono confrontati sul provvedimento l’onorevole Elena Carnevali, Maurizio Dal Conte, presidente dell’Anpal, Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro, ed Emmanuele Massagli, presidente Adapt e docente di Pedagogia del lavoro presso l’Università degli Studi di Bergamo. Che si tratti di un settore strategico lo dimostrano i numeri. Secondo l’ultima analisi effettuata da Confcommercio Professioni, in Italia circa un quarto degli occupati è rappresentato da lavoratori indipendenti e la crescita dei professionisti “non ordinistici” è netta, +49% nel periodo 2009-14, per un totale che nel 2014 si è attestato sulle 340mila unità. Anche in provincia di Bergamo il mondo delle Partite Iva è in crescita: solo nel primo quadrimestre di quest’anno si sono registrate oltre 1.100 aperture, il 5% in più rispetto allo scorso anno. “Lo statuto – prosegue Fioroni – dà una risposta regolatoria alle nuove esigenze del mercato, in primo luogo alla necessità di tutelare la libera scelta professionale, offrendo condizioni favorevoli, dal punto di vista burocratico, fiscale e previdenziale, per esercitare l’attività”.

Tutte importanti le “conquiste”, ottenute anche grazie al confronto costante di Confcommercio Professioni con Governo e Parlamento nella fase di redazione della legge. «Le novità si possono riassumere in tre linee – sintetizza Fioroni -. La prima riguarda la tutela contrattuale vera e propria, in particolare in materia di tempi di pagamento, con la norma che rende inefficaci le clausole oltre i 60 giorni. Il secondo versante è quello del welfare e della previdenza con novità importanti per maternità e conciliazione tra vita e lavoro, tema fondamentale per le libere professioni”. Il terzo punto è anche quello sul quale Confcommercio Professioni punta maggiormente: la competitività. «L’ambizione – spiega la coordinatrice – è costruire un percorso di rappresentanza unitaria che riconosca il ruolo e il protagonismo delle professioni per l’apporto di qualità che possono dare all’economia». Importanti sono perciò le iniziative che promuovono la formazione e la qualificazione, su tutte la deducibilità integrale delle spese sostenute per la formazione e l’aggiornamento. “Ci sono poi strumenti che possono diventare strategici, ma che al momento non lo sono e sui quali ci impegneremo con un monitoraggio stretto – evidenzia -. Lo Sportello del Lavoro autonomo, che, in capo ai Centri per l’impiego e agli enti accreditati, dovrebbe orientare chi intende dedicarsi ad una professione indipendente. Ci impegneremo anche nel promuovere presso la Pubblica Amministrazione l’apertura delle gare d’appalto ai lavoratori autonomi, come previsto dallo Statuto. Grandi partite sono anche la costituzione di consorzi e reti e l’attenzione a come le Regioni interpretano la parificazione tra libere professioni e imprese per l’accesso ai fondi strutturali europei». Molto, quindi, deve ancora essere sviluppato per in termini di opportunità. “Il nuovo statuto è un passo avanti – aggiunge Fioroni – ma non basta. C’è ancora tanto da fare, in fatto di previdenza, ad esempio, di squilibrio tra pressione contributiva e prestazioni previdenziali. E poi c’è il nodo della bassa redditività e la necessità di dare vita ad un sistema moderno che, in un mercato selvaggio, valorizzi le prestazioni di qualità. In questo molto possono fare le associazioni di rappresentanza di settore, chiamate espressamente a rendere riconoscibili le competenze, a vantaggio anche del committente”. In questo nuovo quadro di regole, opportunità e ulteriori riconoscimenti da ottenere come può muoversi il singolo professionista? «La presenza di un coordinamento nazionale tra le diverse associazioni professionali quale Confcommercio Professioni e di un punto di riferimento territoriale, rappresentato dalle Ascom, offrono senz’altro un supporto utilissimo per rappresentanza e servizi”, conclude Fioroni.

Confcommercio Bergamo apre ai professionisti

Con il convegno dedicato allo Statuto del lavoro autonomo, entrato in vigore lo scorso 22 maggio, Ascom Bergamo Confcommercio ha ufficialmente aperto la propria rappresentanza alle professioni. Si tratta di un mondo in crescita e, viste le continue spinte innovative, in rapida evoluzione, al quale offrire rappresentanza e servizi, grazie anche al raccordo con Confcommercio Professioni, il coordinamento nazionale delle Associazioni professionali del sistema confederale. “L’apertura alle professioni – ha ricordato il presidente dell’Ascom Paolo Malvestiti – è stata una delle novità più rilevanti del nostro nuovo Statuto, approvato dall’assemblea a fine gennaio. In Bergamasca nel primo quadrimestre di quest’anno si sono registrate oltre 1.100 aperture di partita Iva, il 5% in più rispetto allo scorso anno, e la nostra attenzione va in particolare verso i cosiddetti professionisti non ordinistici».«Il compito che vogliamo assumerci è offrire condizioni favorevoli e assistenza per rafforzare e sviluppare le attività – ha proseguito -. Di recente, per esempio, grazie a Confcommercio Lombardia alcuni bandi regionali sono stati aperti anche ai professionisti. È l’inizio di una nuova strada, sulla quale vogliamo proseguire”. “Quello delle professioni è un settore non solo diverso da quello delle attività d’impresa – evidenzia Malvestiti -, ma anche molto eterogeneo al proprio interno. A professioni consolidate se ne aggiungono continuamente di nuove, legate alla soddisfazione dei bisogni di consumatori e di imprese e all’avanzare delle nuove tecnologie. Diventa quindi strategico poter avere un punto di riferimento e l’Ascom si propone di esserlo, di diventare anche la casa di tutte quelle professioni che non sono incanalate negli ordini, per le quali, grazie al supporto di Confcommercio Professioni, metteremo a disposizione l’insieme dei nostri servizi e dei nostri strumenti”. Già a disposizione i servizi tecnico-amministrativi e fiscali, ma anche il supporto al credito attraverso la Cooperativa di Garanzia Fogalco.