Per la responsabile di Confcommercio Professioni, “l’Europa considera ormai le professioni imprese intellettuali, produttrici di servizi e chiede sempre più azioni volte alla liberalizzazione e all’abolizione di tariffe e riserve”. “In Italia si sono fatti passi in avanti ma c’è ancora molto da fare”.

La responsabile di Confcommercio Professioni, Anna Rita Fioroni, è intervenuta al convegno “Competitività e crescita: il ruolo delle professioni nel terziario” che si è tenuto a Roma presso la sede confederale. “Confcommercio – ha detto Fioroni – si sta impegnando a far riconoscere le professioni come protagoniste per la crescita del paese, al fine di recuperare un’attenzione che manca da troppo tempo in Italia da parte degli interlocutori istituzionali nei confronti di questi settori. Nel mercato infatti è cresciuto nel tempo il bisogno dei servizi e l’esigenza di specializzazione, sono aumentati i servizi professionali”. “Il quadro di contesto ci disegna una realtà fatta, oltre che da professioni organizzate in ordini e collegi, cosiddette tradizionali, anche da nuove professioni che in continua evoluzione acquisiscono nel tempo identità, caratteristiche peculiari e distinguibili.

L’Europa – ha aggiunto Fioroni – considera ormai le professioni imprese intellettuali, produttrici di servizi e chiede sempre più azioni volte alla liberalizzazione e all’abolizione di tariffe e riserve. Il libero professionista in Europa è parificato all’impresa. In Italia ci sono i primi segnali che fanno sperare nella piena attuazione di questo tipo di approccio, si sono fatti passi avanti per uniformarsi a dettato europeo e considerare le attività professionali assimilabili ad attività di impresa”. La Fioroni ha sottolineato che per la prima volta con la Legge di stabilità 2016 i lavoratori autonomi professionali sono equiparati alle PMI per l’accesso ai piani operativi nazionali e regionali a valere sui fondi strutturali europei. “I numeri della ricerca che abbiamo appena visionato ci fotografano una realtà economica in crescita per i servizi e soprattutto per le attività di lavoro autonomo, cosiddette non ordinistiche, con partita Iva che crescono al contrario di tutte le altre occupazioni.

Sulla base di ciò la prima considerazione da fare è che dovremo superare la ricorrente distinzione tra professionisti iscritti ad ordini e non, regolamentati o non regolamentati, quando si pensa alla competitività. Dovremo, prendere anche atto che per tutti il mercato è sempre più complesso ed incerto e gli effetti recenti della crisi si traducono nel progressivo impoverimento di tutte le professioni”. “Vogliamo lavorare per un’identità e per valori condivisi – ha osservato Fioroni – e per questo il Manifesto per la competitività si rivolge alle associazioni di professionisti regolamentati e alle associazioni professionali non regolamentate che si impegnano per l’affermazione sociale della professione attraverso sistemi di certificazione di qualità del servizio in una logica di mercato. Il Governo per la prima volta con il Disegno di Legge ora all’esame del Senato, presenta una serie di proposte volte a costituire un quadro regolatorio sul lavoro autonomo professionale.

Lo abbiamo accolto con favore ma in prima battuta ci è sembrato che con quest’ approccio molto generalista non abbia distinto rispetto alle esigenza di ciascuna categoria, autonomi liberi professionisti e i cosiddetti co.co.co”. “Sul fronte della competitività, un passo avanti da apprezzare è costituito dall’estensione a tutti i professionisti dell’accesso agli appalti pubblici. A questo proposito vogliamo sottolineare un passaggio importante del DDL lavoro autonomo, cosi come modificato in Senato, che consiste nell’introduzione del contratto di rete per i professionisti”. “Da ultimo – ha concluso Fioroni – ma non perché non siano fondamentali, anzi sono alla base delle politiche per la competitività, va detto che è necessario ripristinare al più presto normali condizioni nell’erogazione del credito per i professionisti, individuare strumenti in grado di favorire l’accesso al credito e superare distinzioni e appesantimenti burocratici che determinano incertezza in questo ambito”.

L’intervento integrale di Anna Rita Fioroni