Finalmente un primo passo per una politica organica delle rinnovabil​i

Il tema del sostegno alle fonti rinnovabili si inserisce nel più completo quadro della strategia energetica nazionale che, in Italia, manca ormai da tempo e forse é proprio questo il motivo per cui anche il sistema di incentivazione non ha mai trovato una disciplina stabile,  compiuta e coerente. Con l’approvazione delle mozioni, avvenuta oggi a larga maggioranza, il Senato ha impegnato il governo ad assumere, nell’ambito della nuova programmazione energetica e in riferimento agli obiettivi europei del pacchetto clima-energia, una serie di impegni che garantiscano, accanto all’efficienza energetica e a un sistema di incentivi sostenibile, una lungimirante politica industriale per il settore che possa assicurare occupazione e competitività delle imprese.
Abbiamo impegnato il governo, come scelta organica e prioritaria per le rinnovabili ad agire per il consolidamento e lo sviluppo della filiera industriale, soprattutto nei settori innovativi e per la stabilità e l’ equilibrio del sistema di incentivazione,  prevedendo in ogni caso una corretta remunerazione degli investimenti a favore delle imprese e a sostenere lo sviluppo di reti intelligenti di distribuzione e trasmissione per l’ integrazione e sviluppo delle fonti rinnovabili. Per la promozione delle fonti rinnovabili gli incentivi rimangono importantissimi e vanno resi stabili al fine di garantire la programmazione delle aziende per investimenti e finanziamenti. Sono pertanto difficilmente accettabili ulteriori ritardi nell’adozione dei decreti ministeriali che devono prevedere i nuovi sistemi incentivanti. Quando non c’è certezza per le imprese, gli investimenti si bloccano e le conseguenze si riflettono sull’occupazione. È giusta e opportuna quindi la richiesta di garantire un intervallo di tempo congruo per consentire alle imprese di adeguarsi alle previsioni dei nuovi decreti sulle rinnovabili elettriche, una volta che verranno finalmente adottati, il che avverrà comunque con netto ritardo. Ma gli incentivi vanno adeguati anche per le fonti rinnovabili che sino ad oggi non sono state incoraggiate a sufficienza. Penso alle rinnovabili termiche, per le quali si è sviluppata una filiera industriale di vero made in Italy. I relativi decreti ministeriali di attuazione dovevano essere emanati dal settembre 2011 e le imprese sono ancora in attesa.

Per chi voelsse saperne di più allego la mozione del Partito Democratico e il mio intervento in aula.

Anna Rita Fioroni

La Festa dei Ceri di Gubbio deve diventare patrimonio UNESCO

Il 15 maggio ho presentato un’interrogazione al Ministero per i beni e le attività culturali per richiedere informazioni dettagliate riguardo allo stato di candidatura della “Festa dei ceri di Gubbio” per l’iscrizione alla lista UNESCO, rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale.
La festa dei Ceri è per tutta l’Umbria uno degli eventi più importanti, un momento storico che si ripete ogni anno, proprio il 15 maggio, dal 1160, ed è considerata tra le più antiche manifestazioni tradizionali italiane.
Un evento emblematico, dimostrato anche dall’apposita legge varata dalla regione Umbria, volta proprio a testimoniarne l’autenticità e la valenza culturale.
L’amministrazione comunale di Gubbio, le associazioni culturali coinvolte, gli artigiani e i rappresentanti di tutti gli Enti coinvolti nella Festa  hanno formato un gruppo di lavoro e predisposto un dossier di candidatura che, ora, ho sentito il dovere di sostenere, per mezzo di questa interrogazione che mi auguro abbia quanto prima un riscontro positivo da parte del Governo,  almeno per conoscere quali sono i criteri adottati nella selezione delle candidature e quali i tempi prevedibili per una risposta certa sull’esito della candidatura egubina.
Per chi volesse approfondire, allego il testo dell”interrogazione.

Anna Rita Fioroni

Basta criminalità a Perugia

Perugia è la mia città e credo non siano più tollerabili episodi di criminalità e terrore come quelli accaduti negli ultimi giorni.
E’ una situazione preoccupante: spaccio, clandestinità, violenza, furti, non sono accettabili. Luogo di buona parte di questi illeciti è il centro storico, suggestiva culla della città che non deve, in nessun modo, diventare luogo prediletto dei malviventi. Non possiamo più rischiare di mettere a repentaglio la sicurezza di cittadini e turisti, seminando panico e caos. E’ un problema di ordine pubblico che non può più essere ignorato; questi eventi, un tempo episodici, stanno diventando sempre più cronici e si corre il rischio diventino strutturali.
E’ per tale ragione che ho voluto ribadire, nei giorni dell’accaduto, la necessarietà di un presidio fisso di forze nell’ordine in quella zona, che assicuri la sicurezza e preservi uno dei luoghi più importanti della città. Il Sindaco è intervenuto con grande tempestività, ma non è sufficiente. Ora tocca al Governo dedicare risorse al Nuovo Patto per Perugia sicura, stipulato qualche mese fa con l’intento di sviluppare un lavoro di intelligence contro la criminalità.
Ho inoltre voluto sollecitare in Parlamento una risposta da parte del Governo sulla questione, già da me posta negli scorsi mesi con un‘interrogazione a seguito di altri gravi episodi di criminalità.
Tutta la comunità perugina si deve opporre fermamente al dilagare del crimine, agendo in rete, a vari livelli. Queste situazioni di estremo pericolo non devono più accadere, per il bene di tutti.

Anna Rita Fioroni

Marsciano come L’Aquila. Non possiamo far pagare l’IMU a chi la casa non ce l’ha più

Il 23 aprile in Senato abbiamo tentato di ricondurre ad equità la situazione delle popolazioni colpite da eventi sismici dal 2009 ad oggi.
Il Governo si è, infatti, impegnato a valutare la proposta del Partito Democratico di non fare pagare l’IMU per i fabbricati distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili, totalmente o parzialmente, ricadenti nei territori dei comuni per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza per calamita’ naturali.
Ciò ha una valenza particolare per il territorio Umbro e, in particolare, per la popolazione di Marsciano, oggetto di un mio ordine del giorno specifico che impegna il Governo a valutare l’ ipotesi di non far pagare l’imposta unica municipale, fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati stessi, non solo per le zone abruzzesi colpite dal terribile terremoto del 2009, ma anche per quelle ubicati in Umbria e, in particolar modo, nel comune di Marsciano.
Uno spiraglio per chi il 15 dicembre 2009 ha perso la casa e da anni cerca di ritrovare stabilità. Spero di poter annunciare presto l’accoglimento definitivo della proposta da parte del Governo, secondo  principi di equità.
Per chi volesse saperne di più allego gli ordini del giorno relativi alla quesione
G/3184-B/3/5 e 6
G 3184 B /13/5 e6

Anna Rita Fioroni

I laureati in Scienze della Nutrizione umana non devono essere penalizzati

Capita di accorgersi di iniquità particolarmente rilevanti che è necessario provare a risolvere. Questa di cui mi sono occupata riguarda in particolare il sistema universitario.  In Italia sono 10 i corsi di laurea magistrale in Scienze della Nutrizione umana attivi,  tra cui  il corso di Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana di Perugia, e molti i giovani che si laureano con passione e conoscenze in questo ambito.
Tutti questi ragazzi, neolaureati,  vivono  oggi in condizioni di grave svantaggio rispetto a molti colleghi provenienti altri corsi di laurea, con particolare riferimento alla possibilità di accesso all’insegnamento e ai concorsi pubblici. Accade, infatti, che tali corsi di lauree e le precedenti lauree specialistiche del medesimo corso siano inspiegabilmente del tutto ignorate come titolo di ammissione ai concorsi pubblici e ad alcune classi di concorso per l’insegnamento secondario.
Nello stabilire l’equipollenza tra diploma di laurea, classi di laurea specialistiche e classi di laurea magistrali ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 9 luglio 2009 ha, infatti,  ignorato le lauree in Scienze della nutrizione umana, sia con riguardo alla laurea magistrale che con riguardo alla specialistica.
E’ per questo motivo che  attraverso una interrogazione, e successive sollecitazioni, ho chiesto al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Francesco Profumo, quali iniziative di competenza, anche di natura normativa, intenda adottare al fine di prevedere l’equipollenza delle classi di laurea magistrale in Scienza della nutrizione umana. Le condizioni di svantaggio in cui versano molti neo laureati vanno risolte e superate soprattutto per quanto concerne gli accessi a concorsi pubblici.
Per chi fosse interessato allego il testo dell’interrogazione, depositata il 4 aprile 2012

Anna Rita Fioroni

Alcune delucidazioni sulla questione “pensioni d’oro”

Da giorni gira su internet una lista contenente i nomi di 94 senatori che in data 2 maggio avrebbero votato contro i tagli alle così dette “pensioni d’oro”. E’ una notizia FALSA e FUORVIANTE e per questo sento l’esigenza di fare chiarezza.
Le così dette “pensioni d’oro” sono state tagliate dal Governo Monti (anche con il nostro appoggio) diversi mesi fa. L’emendamento in discussione NON va a modificare tale decisione e, come spiegato dalla relazione tecnica redatta dal Ministero dell’Economia ad esso riferita, non produce effetti negativi per i saldi di finanza pubblica. Questo significa che quel comma non determina una maggiore spesa per le casse dello Stato, e ciò dimostra che quanto affermato da troppi oggi sulla rete è falso. Non abbiamo MAI votato contro la riduzione delle pensioni d’oro e il Partito Democratico non ha in nessun modo cambiato idea a tal proposito.
Quella sulle pensioni d’oro e’ l’ennesimo caso di disinformazione non so se dolosa o frutto di incompetenza.

Per spiegare piu’ precisamente l’accaduto occorre chiarire che:
1. nel dicembre scorso il decreto-legge “Salva-Italia” ha stabilito un taglio alle retribuzioni degli alti dirigenti pubblici superiori ai 300.000 euro;
2. quella disposizione ha determinato una situazione nella quale numerosi alti dirigenti pubblici che hanno già maturato i requisiti per il pensionamento sono fortemente incentivati a scegliere di andare in pensione subito, invece di continuare a lavorare, per evitare che il nuovo stipendio decurtato determini una riduzione corrispondente del trattamento pensionistico a cui altrimenti avrebbero già diritto; per evitare questo, il Governo si è impegnato a fare in modo che, rimanendo in servizio, essi non subiscano quel pregiudizio;
3. in un decreto-legge adottato ultimamente, il Governo ha quindi inserito una disposizione che stabilisce che il taglio operato con il decreto “Salva-Italia” non possa incidere sul trattamento pensionistico già maturato da quei dirigenti alla fine del 2011 nel vecchio regime, bensì incida soltanto sul trattamento che maturerà a loro favore dal 1° gennaio in poi, decidendo essi di restare in servizio;
4. quest’ultima disposizione corrisponde a un orientamento giurisprudenziale costante della Cassazione e della Corte costituzionale, secondo il quale il trattamento pensionistico per il quale una persona ha già maturato i requisiti, ma che non viene attivato poiché essa decide di continuare a lavorare, costituisce un diritto acquisito che non può essere inciso da nuove disposizioni;
5. la disposizione inserita dal Governo nel decreto-legge mira(va) dunque anche a evitare una pioggia di loro ricorsi dei dirigenti interessati, che avrebbero avuto una ottima possibilità di successo.
Mercoledì scorso in Senato il sottosegretario Claudio De Vincenti, a nome del Governo, ha sintetizzato in questi termini le ragioni per le quali il Governo esprimeva parere contrario all’emendamento soppressivo della Lega: “Questo articolo fa sì che i dirigenti della Pubblica amministrazione che hanno già maturato i requisiti di pensionamento, che volontariamente prolungano la loro attività, al momento dell’andata in pensione avranno l’assegno calcolato sulla situazione maturata al 22 dicembre 2012». L’articolo non comportava oneri per la finanza pubblica e il governo lo aveva inserito nel decreto sulla commissioni bancarie per evitare possibili ricorsi, alla luce di precedenti sentenze della Corte costituzionale in tema previdenziale”.Così stando le cose, ci è parso ragionevole l’accordo tra i partiti della maggioranza nel senso di respingere l’emendamento soppressivo presentato dalla Lega. E quando in Senato mercoledì scorso si è delineata la defezione quasi in blocco del Gruppo del PdL (con la significativa eccezione dei suoi esponenti di vertice), abbiamo mantenuto l’impegno preso, nonostante che questo rischiasse di esporlo alla disapprovazione dell’opinione pubblica meno informata.
Noi abbiamo votato come richiesto da relatori e Governo. Parte del PdL, della Lega dell’Idv hanno votato per la soppressione della norma per mettere in difficoltà il governo, tanto che dopo il voto la lega ha dichiarato che finalmente su quel voto si era ricostituita la vecchia maggioranza (più l’Idv). Questi sono i fatti, il resto sono chiacchiere al vento. Lo stato adesso subirà migliaia di cause. E’ utile infine ricordare che con la Finanziaria 2007 (relatore Legnini) approvammo il tetto agli stipendi dei manager pubblici che avrebbe comportato una drastica riduzione di stipendi e pensioni d’oro. Il Governo Berlusconi (PdL-Lega) nel 2008 abolì la disposizione, ripristinata in parte dal Governo Monti.

I soli che hanno tentato di combattere i privilegi siamo stati noi. Gli altri fanno propaganda e questo post che gira sul web e’ pura e cattiva propaganda che inganna i cittadini omettendo di spiegare come stanno le cose.

Pubblicato il 14 maggio 2012 di Laura commenti Categoria: Comunicazione,Cultura,Diario,Economia,Imprese,News,Parlamento,Politica,Società,Umbria

Venerdì 11 maggio: due importanti incontri per la città di Perugia

Venerdì 11 maggio 2012 parteciperò a due importanti incontri per la città di Perugia.
Il primo, dal titolo “La legislazione, il mercato, i professionisti: tre sguardi sulla professione del comunicatore”  si terrà a partire dalle ore 10.30 presso la Sala d’Onore della Giunta Regionale di Palazzo Donini ed è uno dei molti appuntamenti previsti all’interno della manifestazione “Le giornate dei comunicatori“, organizzata da Professione Comunicatore – Associazione Professionale dei Comunicatori, che si terrà a Perugia dal 10 al 12 maggio 2012.

Il secondo, invece, si terrà a partire dalle ore 16 presso la Sala Partecipazione della Regione Umbria, Palazzo Cesaroni. L’incontro dibattito, dal titolo “Il mondo è cambiato, cambiamo gli Umbri. Quali cambiamenti  per vincere la crisi”  è volto a  stimolare una discussione sui temi della  crisi e del cambiamento, prima di tutto culturale, che gli umbri dovrebbero attuare per rilanciare lo sviluppo del nostro territorio, mettendo a sistema e valorizzando le tante potenzialità e competenze di cui l’Umbria dispone.
Sono due iniziative davvero interessanti, a cui vi invito a partecipare.

Allego il programma di entrambi gli incontri per chi volesse approfondire
Le giornate dei comunicatori
Il mondo è cambiato, cambiamo gli Umbri. Quali cambiamenti  per vincere la crisi

Pubblicato il 9 maggio 2012 di Laura commenti Categoria: Comunicazione,Cultura,News,Politica,Società,Umbria

Liberalizzazioni. Il dibattito sul tema banche è aperto

Mercoledì scorso sono interventua in Aula in merito alle modifiche al DL Liberalizzazioni. Il fatto che si sia aperto dibattito sulla questione delle commissioni bancarie dimostra che l’emendamento presentato dal Partito Democratico non era casuale o privo di motivazione e, nonostante le modifiche che ha subito, è indubbio abbia aperto la strada ad un processo di sensibilizzazione della politica e del mondo del credito che non deve interrompersi per fare un punto sul rapporto tra banche, imprese e consumatori, mettendone in evidenza tutte le criticità per ridefinirne le regole nell’interesse generale a tutela del contraente più debole e per il bene del nostro sistema economico.
Il confronto non deve chiudersi, si potrebbero trovare soluzioni migliori per riequilibrare il sistema nel seno dell’equità. Ad esempio, queste commissioni, difficilmente negoziabili da imprese e consumatori, potrebbero in modo coerente essere indirizzate, anche con opportuni interventi legislativi, verso una modulazione che tenga conto delle diverse situazioni di imprese e consumatori.
E’ necessario creare condizioni di contesto che sostengano processi produttivi virtuosi e competitivi, oggi in difficoltà per la crisi, e aprire a medio-lungo termine una seria riflessione sulle criticità strutturali del nostro sistema del credito e del finanziamento alle imprese domandandoci perché il prestito bancario continui ad essere l’esclusiva fonte di reperimenti di capitali.
Allego il mio intervento completo per chi volesse approfondire la questione.

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Pubblicato il 9 maggio 2012 di Laura commenti Categoria: Uncategorized

DDL lavoro: le proposte del Partito Democratico

Il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro è approdato in commissione lavoro al Senato.  Il nostro gruppo  ha presentato complessivamente un centinaio di emendamenti ed ha concentrato la propria attenzione in special modo su tre aree del provvedimento.
La prima, riguarda i giovani e l’ingresso nel mondo del lavoro. Con i propri emendamenti, il PD mira a migliorare la qualità del lavoro in entrata, sostenendo lo sforzo del Governo a contrastare la precarietà, senza ostacolare il vero lavoro autonomo, ma anzi valorizzandone il contributo. Per questo è stato proposto un affinamento dei criteri per distinguere le collaborazioni a progetto e le partite Iva ‘vere’, professionalmente qualificate, dal lavoro sostanzialmente subordinato. Inoltre, per evitare che il necessario incremento dei costi contributivi si scarichi sul reddito dei veri lavoratori autonomi, sono state introdotte misure che qualificano il salario minimo di riferimento.
Il secondo tema caro al Partito Democratico riguarda gli ammortizzatori sociali.  L’introduzione della “flessibilità buona” nel corso della vita lavorativa rende fondamentale un impianto efficiente ed adeguato degli ammortizzatori sociali. Il PD, pur consapevole degli stringenti vincoli di bilancio che la fase impone, propone un rafforzamento degli stessi, ampliando la platea dei destinatari dei nuovi strumenti ai lavoratori parasubordinati e garantendo che, nella fase di transizione e a regime, non ci siano categorie di lavoratori, come ad esempio i lavoratori agricoli e stagionali, che subiscano insostenibili penalizzazioni.
Il terzo e ultimo punto fondamentale per il Partito Democratico riguarda i congedi parentali. Il PD apprezza, infatti, il segnale dato dal Governo nella direzione della condivisione delle responsabilità familiari, con l’introduzione del congedo di paternità obbligatorio. Si tratta naturalmente di una misura simbolica che per segnare davvero l’avvio di un cambiamento culturale non può realizzarsi riducendo i diritti e le tutele della maternità. Il PD propone quindi che il congedo di paternità sia integralmente aggiuntivo a quello di maternità. Chiederemo di discutere anche altre misure finalizzate a sostenere la piena partecipazione delle donne alla vota economica del paese.
 Un lavoro intenso coinvolgera’ i nostri rappresentanti in Commissione da portare avanti nel minor tempo possibile: la discussione degli emendamenti in Commissione ha preso il via e l’obiettivo sembra essere di concludere entro il 30 aprile, per arrivare alla discussione dell’Aula subito dopo il week end del voto amministratico che siterrà in molti comuni, anche umbri, il 6 e 7 aprile.

Anna Rita Fioroni

Una riflessione sulla sicurezza a Perugia

L’omicidio a scopo di furto avvenuto nelle scorse settimane a Ramazzano in cui ha barbaramente perso la vita Luca Rosi, impone una importante riflessione, soprattutto se si pensa che questa tragedia può essere considerata l’evento culminante  di una serie di fatti criminosi sempre più gravi e brutali che negli ultimi mesi hanno colpito la provincia perugina.
E’ necessaria un’attenta riflessione sui fenomeni e sulle dinamiche, un’analisi di fatti e avvenimenti, per poter intervenire in modo mirato e immediato. Credo che il nostro primo dovere sia garantire l’incolumità dei cittadini. E’ necessario che disgrazie del genere non si ripetano in futuro, per questo bisogna incrementare l’attività investigativa e rinforzare controlli sul territorio. Voglio, però, esprimere il mio più vivo apprezzamento per l’immediata intervento delle forze dell’ordine, che nel giro di poche settimane sono arrivate a capo della questione, assicurando alla giustizia gli autori dell’omicidio.
Proprio in tema di sicurezza, c’è un altro argomento che mi preoccupa: la città di Perugia è purtroppo interessata in maniera sempre crescente dal fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti, con gravi implicazioni sociali. L’emergenza droga  richiede un impegno collettivo per arginare  una piaga che colpisce non solo l’individuo ma l’intero tessuto sociale. Anche su questo è necessario mettere in atto, con una certa solerzia, interventi programmati con cui prevenire e ostacolare l’uso e lo spaccio degli stupefacenti.
Serve un atto di responsabilità, una presa di coscienza da parte di tutti. Solo con uno sforzo comune che coinvolga i singoli, le famiglie, la scuola, le istituzioni locali e non per ultimo lo Stato, che deve garantire  risorse finanziarie  e mezzi alle forze dell’ordine, potrà essere contrastata l’azione della criminalità organizzata.
All’esito di queste crescenti problematicità, ho chiesto al Ministro dell’Interno di fornire informazioni in merito alle modalità e all’utilizzo delle risorse finanziarie destinate agli enti locali per il  rafforzamento di uomini e mezzi contro la criminalità. Questo, anche in riferimento a quanto convenuto nel Nuovo Patto per Perugia sicura, diretto a creare una efficace azione congiunta tra Amministrazione Statale e Amministrazione Locale e in base alle conclusioni del summit degli scorsi giorni tra autorità locali, comandanti delle forze dell’ordine e sottosegretari all’Interno in cui si è discusso, tra l’altro, dell’acquisizione di poteri speciali delle amministrazioni regionali e di sviluppare un lavoro di intelligence contro la criminalità.
Il Governo dovra’ assicurare  un maggior dispiegamento di forze dell’ordine sul territorio e soprattutto nella città e nella provincia di Perugia per far fronte a una spirale di violenza e criminalità che si aggrava sempre di piu’, ma vorrei invitare ciascuno di noi ad attivarsi e a farsi portatore di quello spirito partecipativo che è alla basa del vivere democratico.

Anna Rita Fioroni

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Pubblicato il 5 aprile 2012 di Laura commenti Categoria: ->Archivio articoli,->Archivio articoli,Diario,News,Umbria